

PASSEGGIATA TABUCCHI 3
Casa di Piazza Garibaldi
All’angolo tra piazza Garibaldi e via Barsuglia
Questa è la casa dei nonni materni, Erina Puccetti e Cesare Pardella, dove Antonio Tabucchi ha trascorso parte della sua adolescenza e giovinezza, insieme ai genitori, Tina Pardella e Adamo Tabucchi.
Ricorda Tabucchi: «Ero un bambino molto vivace e socievole. Con i miei amici facevamo continue scorribande sui colli dei dintorni alla ricerca di nidi di uccelli che poi portavamo a casa. Era questa la nostra passione. Ricordo spesso i miei genitori in preda alla disperazione perché alle otto di sera ancora non eravamo tornati a casa. Mi cercavano in tutto il paese […] In poche parole ho avuto un’infanzia molto libera che ricordo con grande nostalgia» (Antonio Tabucchi, Zig zag. Conversazioni con Carlos Gumpert e Anteos Chrysostomidis).
Ernesto Chicca, Piero, che fin da bambino ha vissuto con Antonio Tabucchi anni di amicizia intensa, dei loro giochi ricorda la guerra per bande, come ne I ragazzi della via Paal. Antonio era il più grande ed era il capo. Ne inventava di tutti i colori. Frequenti erano gli scontri con le fionde. Indimenticabile fu poi la scoperta dei pattini a rotelle, di ferro e pesanti, ereditati dagli zii. «Comunque bene o male imparammo, specialmente verso la fine degli anni Cinquanta, quando a Vecchiano venne asfaltata la prima strada. Di particolare c’è che lanciammo una moda, perché dopo poco decine di bambini e bambine avevano i loro bei pattini nuovi e leggeri con i quali noi non potevamo competere», racconta l’amico Piero. «Il ricordo d’infanzia più bello è quando ci siamo improvvisati esploratori e siamo andati a esplorare una grotta che è qui Vecchiano, un luogo paurosissimo in cui nessuno entrava, invece noi ci siamo entrati dentro due volte alla ricerca della tomba di un frate, lo Scrocci, un prete che abitava in Castello. Noi andammo lassù armati di pale e picconi per trovare la tomba dello Scrocci. Questa è stata l’avventura più bella che mi ricordo.»
È proprio in questa casa, in cui Tabucchi è dovuto rimanere fermo a letto per un anno intero, che nascono la passione per la lettura e la vocazione per la scrittura: «Verso i dodici anni è costretto a letto per diverso tempo a causa di un forte dolore al ginocchio […] e ne approfitta per leggere, grazie alla biblioteca dello zio Cisello, Jack London e Stevenson, di cui in particolare ama molto L’isola del tesoro» (Antonio Tabucchi, Opere, Tomo primo, Cronologia, a cura di Paolo Mauri).
Grazie alle storie di avventura e a un piccolo atlante geografico, un Antonio Tabucchi ragazzino scoprì la passione e la fascinazione della letteratura, e maturò la consapevolezza che, per imparare a vedere, si deve andare lontano dal proprio luogo d’origine.
Nel 2016 il Comune di Vecchiano ha acquistato questa casa in cui è cresciuto Antonio Tabucchi. Si tratta di tre lotti che si sviluppano da terra al secondo piano per 183 metri quadrati, compreso anche l’ex bar che dà sulla piazza e l’ex erboristeria. Il restauro della facciata è stato ultimato nel maggio 2022. L’idea è di trasformare buona parte di questo edificio in uno spazio bibliotecario che possa ospitare il Fondo Tabucchi – attualmente nella biblioteca cittadina – e un centro culturale a lui dedicato.