Cinema Teatro Olimpia

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Cinema Teatro Olimpia
Via G. B. Barsuglia, 20

 
Il Cinema Teatro Olimpia rappresenta per Vecchiano un tuffo nel passato e ci riporta ai tempi del Fascismo, alla guerra e agli anni successivi quando l’Italia voleva superare la tristezza con gli spettacoli, le orchestre e le pellicole che facevano sognare. Anche per lo scrittore Antonio Tabucchi il cinema teatro ha rappresentato un luogo magico e di ricordi indelebili, tanto da trovare spazio nel suo romanzo d’esordio Piazza d’Italia. Affacciato, allora come oggi, su Piazza Garibaldi, nella finzione letteraria il Cinema Teatro Olimpia diviene lo “Splendor”, che non era il suo nome originario, bensì la denominazione di un altro piccolo cinema teatro che si trovava nel borgo del paese, attivo fino ai primi anni Quaranta. In Piazza d’Italia la morte di Garibaldo, uno dei protagonisti, dà avvio alla storia e avviene proprio davanti allo “Splendor”, che ritroviamo ancora nel corso della narrazione:
«Borgo stava diventando una città. Al teatro ci lavoravano speditamente; aveva già la facciata completa, con un cornicione neoclassico e la Vittoria di Samotracia che indicava il nome a lettere di gesso, il rilievo, Splendore. Avrebbe aperto, si diceva, per il prossimo carnevale, con il Paese dei campanelli e forse un film Cabiria. Pendeva già, accanto al portone chiuso, il manifesto di una donna, vestita di candido, con le mani intrecciate e gli occhi strabuzzati, sullo sfondo una città in fiamme» (Antonio Tabucchi, Piazza d’Italia).
Il terreno per la costruzione dell’edificio fu comprato dalla famiglia Bartalini nel 1931 e la struttura fu ufficialmente inaugurata nel 1934 con il nome di Cinema Teatro Excelsior. Nel 1936 ricevette l’appellativo attuale di Olimpia e le proiezioni di film sonori sostituirono il cinema muto. Durante la guerra iniziò un periodo difficile e l’Olimpia, insieme allo Splendor, divenne prima magazzino dell’aviazione italiana e, dopo l’Armistizio dell’8 settembre del 1943, base del comando tedesco. Nel settembre 1944 Vecchiano fu liberata dalle Forze Alleate e l’Olimpia divenne sede delle truppe indiane, poi di quelle sudafricane, infine brasiliane. Riprese quindi la sua attività nel 1946 con la proiezione dei film americani. Negli anni Cinquanta e Sessanta era molto frequentato: le proiezioni si alternavano alle serate musicali, ai veglioni del Carnevale e della Fiera, eventi importanti per la collettività, che facevano registrare il “tutto esaurito”, grazie anche un pubblico che veniva fin da Pisa e Livorno.
Nel capitolo “I veglioni e le miss: la tradizione vecchianese” del libro curato da Divina Vitale, Cinema Teatro Olimpia dei fratelli Bartalini (2011), colpisce un’immagine la cui didascalia dice: «1964 – Cinema Teatro Olimpia: Stefania Bartalini e Antonio Tabucchi al Veglione della Fiera».
Le cose cambiarono negli anni successivi, prima con l’avvento della televisione e poi con le maggiori possibilità per le persone di spostarsi con i propri mezzi verso Pisa, Lucca e Viareggio. Nel 1994 Francesco, Nella e Stefania Bartalini, cugini di Nello Bartalini, decisero così di vendere l’immobile al Comune di Vecchiano che avviò una ristrutturazione che ha portato, nel 2011, a riconsegnare alla comunità un luogo che nel passato era stato il centro della vita paesana. Da allora, il Comune ne gestisce direttamente la programmazione – avvalendosi della collaborazione della Consulta comunale del Teatro – e dal marzo del 2012 è anche il luogo dove ogni anno viene pubblicamente ricordato Antonio Tabucchi.